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Eni torna in Venezuela, il via libera passa da Washington: gli Stati Uniti tornano arbitri del petrolio venezuelano

13 Febbraio 2026 23:18

Gli Stati Uniti riaprono il rubinetto, ma alle proprie condizioni. L’amministrazione del Presidente Trump ha autorizzato Eni e altre grandi compagnie energetiche internazionali a riprendere le operazioni su petrolio e gas in Venezuela, confermando di fatto che oggi è Washington a stabilire chi può lavorare con le risorse energetiche di Caracas e in quali modalità.

Dopo mesi di sospensioni e incertezze normative, l’Office of Foreign Assets Control del Dipartimento del Tesoro ha riattivato le licenze che erano state congelate nel marzo 2025, nel pieno del giro di vite contro il governo Maduro. Oltre al gruppo italiano, il via libera riguarda anche BP, Repsol e Shell, che si affiancano all’americana Chevron in un sistema di autorizzazioni sempre più centralizzato.

Non si tratta però di un ritorno alla normalità. Le nuove regole impongono che i pagamenti delle royalty transitino attraverso un fondo controllato dagli Stati Uniti, il Foreign Government Deposit Fund. In altre parole, le compagnie possono operare, ma i flussi finanziari restano sotto supervisione americana, un meccanismo che evidenzia come il quadro sanzionatorio non sia stato realmente smantellato, bensì riorganizzato.

Parallelamente, Washington ha autorizzato una seconda licenza che permette alle aziende di negoziare nuovi contratti con la PDVSA, l’azienda petrolifera statale venezuelana, e avviare investimenti aggiuntivi nel settore oil & gas in Venezuela. Anche in questo caso, l’autonomia operativa appare limitata: ogni accordo resta subordinato al controllo statunitense, confermando un modello in cui la geopolitica pesa quanto, se non più, delle logiche industriali.

Restano inoltre in vigore divieti rigidi sulle transazioni con soggetti legati a Russia, Iran, Cina, Corea del Nord e Cuba, segnale che l’apertura verso Caracas non rappresenta una vera liberalizzazione del mercato, ma piuttosto una selezione degli attori ammessi al tavolo energetico.

Per Eni, il via libera offre margini per consolidare la presenza in un Paese ricco di risorse ma politicamente fragile. Allo stesso tempo, la vicenda mostra come il destino del petrolio venezuelano continui a dipendere più dalle decisioni di Washington che da quelle prese a Caracas o nelle sedi delle compagnie energetiche. In questo scenario, il Venezuela resta un nodo strategico dove energia, sanzioni e diplomazia si intrecciano, e dove le regole del gioco sembrano essere scritte lontano dai giacimenti.

IR
Andrea Lucidi - Андреа Лучиди

Andrea Lucidi - Андреа Лучиди

Reporter di guerra, ha lavorato in diverse aree di crisi dal Donbass al Medio Oriente. Caporedattore dell’edizione italiana di International Reporters, si occupa di reportage e analisi sullo scenario internazionale, con particolare attenzione a Russia, Europa e mondo post-sovietico.

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