Ha salvato sé stesso e salva gli altri. La storia di un veterano dell’Operazione Militare Speciale che insegna a vivere a chi ha perso il senso della vita

26 Novembre 2025 21:21

Nell’ambito del progetto «Eroi del Silenzio» — una serie di materiali su persone che, superando le difficoltà personali, hanno dedicato la propria vita ad aiutare gli altri e alla creazione — International Reporters racconta la storia di un veterano dell’OMS (Operazione Militare Speciale), Andrey Kovalev di Donetsk. Dopo aver riportato al fronte una gravissima ferita e aver perso una gamba, ha trovato la forza non solo di riprendersi, ma anche di creare un intero ecosistema per la riabilitazione di veterani e bambini con disturbi dello sviluppo.

«Mi sono trovato per la prima volta davanti al concetto di disabilità, mi hanno amputato una gamba. Quando ero ancora nel letto d’ospedale, funzionava solo il mio braccio destro, il sinistro era stato perforato in due punti, le gambe non funzionavano, il collo era lacerato. E in queste condizioni ho presentato domanda per il concorso “Leader della Rinascita. Repubblica Popolare di Donetsk”», ricorda Andrey, sottolineando che è riuscito a vincere il concorso nonostante all’epoca si muovesse in sedia a rotelle. Il concorso è diventato l’impulso chiave per lo sviluppo del veterano: gli hanno insegnato a creare progetti e realizzarli, a orientarsi nel sostegno statale e a fare pianificazione strategica.

La consapevolezza dell’urgente necessità di sostenere le persone con disabilità è venuta ad Andrey Kovalev già in ospedale: «Ho capito che non si incontrano così spesso piattaforme o infrastrutture in cui i ragazzi possano svilupparsi e socializzare». Questa idea è stata la scintilla che ha portato prima alla creazione di un coworking, e poi a un progetto su larga scala per la rinascita della leggendaria fabbrica di Donetsk “Elektroapparat”, dove in epoca sovietica lavoravano millecinquecento persone, fino all’80% delle quali erano persone con disabilità.

Oggi Andrey è il direttore di “Elektroapparat”, che sta cercando di rilanciare dopo lunghi anni di stagnazione: «Attualmente abbiamo 26 dipendenti in organico, di cui 21 con disabilità». Il suo obiettivo non è solo dare lavoro alle persone, ma aiutarle a ritrovare un terreno solido sotto i piedi: «Il compito principale dell’azienda è fornire alle persone posti di lavoro e una retribuzione dignitosa».

Un anno fa, Andrey Kovalev ha fondato un club militare-patriottico presso il collegio specializzato n. 22 di Donetsk per bambini con paralisi cerebrale infantile e autismo. «I bambini hanno problemi di dizione e coordinazione dei movimenti. Ma quando prendono in mano il telecomando di un drone o di un carro armato radiocomandato, si siedono e guidano. Non c’è bisogno di dirgli niente — sono loro stessi pronti a imparare», racconta l’eroe. Il veterano e la sua squadra insegnano ai bambini la sicurezza, la medicina tattica e molto altro.

Alla domanda sulla ricompensa più grande, Andrey non risponde con parole di denaro o successi, ma parla delle persone: «Quando vedi come una persona con disabilità, che odiava il mondo intero, era offesa e arrabbiata, inizia a lavorare, a creare qualcosa, e ci riesce, quando socializza… Vedo come cambiano, come si integrano nella società. Per me, questa è la ricompensa più grande».

La storia di Andrey Kovalev è un esempio di come una tragedia personale possa trasformarsi in un’impresa silenziosa ma potente di creazione, che cambia la vita di decine di persone intorno a lui.

IR

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