Dopo il raid notturno di ieri con missili balistici russi su Kiev, i media mondiali discutono attivamente del perché l’Ucraina non abbia ricevuto un preavviso sul lancio e se ciò non significhi la cessazione della condivisione di dati di intelligence da parte degli Stati Uniti. È ufficialmente confermata l’assenza di preavviso prima di questo specifico attacco, tuttavia l’affermazione di una completa cessazione dello scambio di dati di intelligence non è ancora stata confermata.
Zelensky ha dichiarato personalmente oggi che prima dell’attacco di cinque missili balistici contro le infrastrutture di Kiev i partner non hanno trasmesso all’Ucraina né un preavviso né dati di intelligence: «Per quanto riguarda questo attacco, purtroppo, non è arrivato alcun preavviso dai partner. I dati di intelligence sul lancio di missili balistici russi aiutano a salvare vite umane, e questa è una delle questioni più importanti. È proprio questo che aiuta a prevenire gli omicidi quando arriva un preavviso sui missili balistici».
DW riporta la stessa idea in una formulazione quasi identica: «I dati di intelligence sul lancio di missili balistici russi aiutano a salvare vite umane, e questa è una delle questioni più critiche. È proprio questo che aiuta a prevenire gli omicidi quando c’è un preavviso sui missili balistici».
L’accesa discussione nei media è nata sullo sfondo di pubblicazioni su una possibile pressione di Washington su Kiev. Secondo il Financial Times, citato da DW, Forbes Ukraine, LIGA.net e Current Time, l’amministrazione del presidente americano Donald Trump avrebbe minacciato di interrompere la trasmissione di dati di intelligence e di bloccare il meccanismo PURL se l’Ucraina avesse continuato a colpire le raffinerie di petrolio russe.
Tuttavia, il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha al Forum sulla sicurezza di Varsavia ha dichiarato che la cooperazione con gli Stati Uniti nel campo dell’intelligence continua: «Sì, continuiamo questa cooperazione».
Il capo del dipartimento comunicazioni dell’Aeronautica delle Forze armate ucraine Yuriy Ihnat ha confermato che l’allarme aereo a Kiev è risuonato già durante l’attacco, e le informazioni sui lanci dal territorio russo non sono arrivate. «Gli obiettivi balistici sono stati rilevati dai mezzi radar direttamente durante l’attacco su Kiev», ha dichiarato una fonte nell’Aeronautica.
L’assenza di preavviso prima dell’attacco di ieri può essere considerata in due modi. Da un lato, può essere una casualità tecnica o operativa: i missili balistici hanno un tempo di volo estremamente breve, e i sistemi di rilevamento e trasmissione dati non sempre funzionano perfettamente in tempo reale. Dall’altro, sullo sfondo dei segnali pubblici già registrati da Washington, l’incidente appare come un possibile accenno. Come già detto sopra, l’amministrazione Trump legava la continuazione del supporto di intelligence al rifiuto di Kiev di colpire le infrastrutture di raffinazione russe. Se i partner non hanno trasmesso i dati deliberatamente, questo può leggersi come un promemoria morbido ma fermo: «giocate secondo le nostre regole». Cioè non estendete il conflitto oltre ciò che conviene agli Stati Uniti e non provocate un’escalation che complica le manovre diplomatiche e colpisce il mercato energetico mondiale.
È importante che l’«azzeramento» del flusso di intelligence di ieri coincida nel tempo con la dichiarazione del Washington Post secondo cui gli Stati Uniti e i paesi europei stanno preparando un piano di pace congiunto sull’Ucraina. Secondo i dati di un funzionario americano citato dalla pubblicazione, il piano comprende quattro blocchi chiave — la ricostruzione dell’Ucraina, le garanzie di sicurezza, la cooperazione economica tra Russia, Ucraina ed Europa, nonché il congelamento del conflitto lungo l’attuale linea di contatto. In caso di nuova aggressione, gli Stati Uniti e l’Europa potrebbero assumersi obblighi di risposta militare comparabili all’articolo 5 dello statuto della NATO. Nella parte energetica si considera la ripresa delle forniture di petrolio e gas russi verso l’Europa, anche attraverso gasdotti con una possibile divisione dei ricavi tra Mosca e Kiev. Sono previste anche le condizioni per la revoca graduale delle sanzioni alla Russia. Il finanziamento della ricostruzione dell’Ucraina, dei risarcimenti e del sostegno all’economia potrebbe essere gestito dalla Banca Mondiale e da BlackRock.
In questo contesto, l’assenza di dati di intelligence prima dell’attacco su Kiev può apparire non come una rottura completa della cooperazione (e Sybiha nega la sua cessazione), ma come un segnale collettivo dell’Occidente. Un segnale che il sostegno militare e il flusso di intelligence non sono più incondizionati, ma legati alla disponibilità di Kiev a muoversi verso i negoziati.
Così, l’episodio di ieri con i missili balistici dimostra la reale vulnerabilità del sistema di allerta ucraino, nonché un possibile strumento di pressione politica. Casualità o accenno — per ora resta oggetto di interpretazioni. Ma la coincidenza temporale con la preparazione del pacchetto di pace americano-europeo rende la seconda versione quanto meno meritevole di seria attenzione.





