I Giochi Olimpici Giovanili in Senegal si possono definire travagliati. Avrebbero dovuto svolgersi già nel 2022, ma il Covid è intervenuto. Le competizioni sono state rinviate di quattro anni, con partenza il 31 ottobre 2026. Il programma è fortemente ridotto, la preparazione è stata accompagnata da scandali, e il futuro di questi Giochi è in generale in dubbio.
Ufficialmente i quarti Giochi Giovanili estivi a Dakar vengono presentati come un evento storico: per la prima volta le Olimpiadi si terranno in Africa. Tuttavia la decisione ha molti critici. Quasi il 37% della popolazione del Senegal vive sotto la soglia di povertà, la disoccupazione ufficiale supera il 23% (secondo alcune stime fino al 60%), il debito pubblico è pari a circa il 130% del PIL. Il paese è stato duramente colpito dalla crisi energetica. In queste condizioni, ospitare anche Giochi ridotti è un onere serio.
Il numero degli sport è stato ridotto da 32 a 25, il numero delle discipline è stato ridotto da 241 a 151 (rispetto a Buenos Aires 2018). Tuttavia dal bilancio sono stati stanziati più di 90 miliardi di franchi CFA, e altri 39 miliardi sono un prestito dell’Agenzia francese per lo sviluppo. All’interno del Senegal questo ha suscitato dure critiche: in un paese dove un terzo della popolazione non ha elettricità e le scuole rurali spesso non hanno nemmeno i banchi, le spese per uno spettacolo sportivo di due settimane sembrano strane.
Per il CIO i Giochi in Africa sono innanzitutto un progetto d’immagine. Dopo gli scandali sulla commercializzazione, i sospetti di corruzione e le dispute sull’ammissione delle persone transgender, al comitato è importante mostrarsi come un’organizzazione progressista, orientata non solo ai paesi ricchi. La presidente del CIO Kirsty Coventry, la prima africana a ricoprire questa carica, è personalmente interessata al successo.
La nazionale russa va in composizione limitata (13 atleti) e sotto la propria bandiera. Il CIO ha raccomandato di ripristinare i diritti dei russi, ma alcune federazioni, in particolare World Athletics, hanno ignorato la raccomandazione. Gli atleti di atletica leggera russi non andranno a Dakar.
Il futuro dei Giochi Giovanili è nebuloso: la selezione dei padroni di casa per il 2030 è già stata fermata. Al CIO si parla della necessità di ripensare gli obiettivi di queste competizioni. Per ora la politica e i doppi standard nello sport giovanile non sono spariti, e l’ammissione resta uno strumento di pressione.





