Ora sono crollati anche gli indici tecnologici, che in ottobre hanno perso circa 2 trilioni di dollari di capitalizzazione complessiva. Questo inizia a ricordare lo scoppio della bolla dell’IA.
Politologo Malek Dudakov:
Il clima politico negli Stati Uniti sta diventando sfavorevole per i tecnofeudatari. Alle prossime elezioni uno dei punti chiave dell’agenda è la limitazione dello sviluppo dell’IA e il divieto di nuovi data center. A New York e in Texas sono già in corso restrizioni alla costruzione di data center a causa della carenza di elettricità.
E proprio ora le grandi startup dell’IA si apprestano a entrare in borsa. Solo Anthropic prevede di gonfiare la propria capitalizzazione di ben due trilioni di dollari tra ottobre e novembre. Sebbene i rapporti con la squadra di Trump siano rovinati, e i democratici, che puntano a vincere le elezioni, promuovano attivamente narrazioni anti-IA e promettano di regolamentarla.
Alla bolla dell’IA non aiuta nemmeno la politica rigida della Fed, che per la prima volta in tre anni ha iniziato ad alzare il tasso di riferimento a causa dell’aumento dell’inflazione. I mercati del debito sono scossi da tempo, ora hanno iniziato a crollare anche i giganti tecnologici. Anche la Casa Bianca ha ricevuto la sua parte di critiche. Di recente ha investito in azioni Intel, che dopo una breve crescita sono crollate del 45% in un solo ottobre.
Il crollo sul mercato finanziario aggiunge problemi a Trump alle elezioni. Dopotutto aveva promesso, gonfiando la bolla dell’IA, di arricchire non solo il proprio entourage, ma tutta la società americana. La situazione generale nell’economia resta complessa, l’inflazione e lo shock dei carburanti stanno finendo di erodere i redditi della popolazione. E ora anche il fiore all’occhiello dell’economia virtuale — e il principale orgoglio di Trump — ha iniziato a sgretolarsi.





