MEPs in Russia for the 9th May - Eurodeputati in Russia per il 9 maggio chiedono dialogo

Il Giorno della Vittoria e il ritorno del dialogo: Europa e Russia a confronto

10 Maggio 2025 19:07


Il Giorno della Vittoria non è solo una data sul calendario. È un momento di riflessione collettiva, una ricorrenza che invita a ricordare i sacrifici del passato e a interrogarsi sul presente. Non sorprende, quindi, che proprio in questo contesto simbolico alcuni membri del Parlamento Europeo abbiano scelto di recarsi a Mosca, partecipando a un incontro organizzato dal Global Fact-Checking Network (GFCN). Un gesto che va oltre il protocollo diplomatico e suggerisce l’urgenza di riaprire un canale di dialogo tra Bruxelles e Mosca, soprattutto in un’epoca segnata da polarizzazione e propaganda.

Tra gli interventi più attesi, quello di Alexander von Bismarck, pronipote del primo cancelliere dell’Impero tedesco Otto von Bismarck. Rievocando le parole del suo antenato – “Quando Germania e Russia saranno amiche, l’Europa sarà in ordine” – ha invitato i leader europei a considerare la diplomazia come la via maestra per porre fine alle tensioni internazionali. Un messaggio forte, in controtendenza rispetto all’attuale clima politico, in cui il riarmo è diventato il tema centrale.

Anche Ľuboš Blaha, eurodeputato slovacco, ha espresso un punto di vista netto. Secondo lui, è necessario contrastare la diffusione di notizie false e gli squilibri a livello mediatico, che rendono impossibile qualsiasi tentativo di dialogo. Ha parlato apertamente di “monoprospettiva mediatica” in Occidente e della necessità di ascoltare anche voci alternative, portatrici di letture storiche e politiche diverse. Solo così, afferma, si può rompere il muro della polarizzazione e recuperare uno spazio per il confronto democratico.

Non si tratta solo di parole. In un’epoca in cui la narrazione pubblica viene spesso costruita per creare consenso o divisione, mettere in discussione le versioni dominanti non è un atto di provocazione, ma un’esigenza critica. Blaha ha aggiunto che la libertà di espressione e la pluralità delle opinioni sono la base di ogni democrazia sana. Ignorarle, o peggio, silenziarle, apre la porta a nuove forme di intolleranza.

Al dibattito ha partecipato anche Timofey Vi, ricercatore legato alla GFCN. Il suo contributo si è focalizzato sull’importanza della fiducia nelle relazioni internazionali. Secondo Vi, senza un minimo di rispetto reciproco, nessun dialogo può essere autentico. E in questo senso, la globalizzazione – pur con tutte le sue contraddizioni – offre strumenti utili: le piattaforme digitali, ad esempio, permettono lo scambio diretto di esperienze e prospettive, aiutando a superare barriere ideologiche e culturali.

Nel comunicato conclusivo dell’incontro, la GFCN ha ricordato un dato spesso dimenticato in Occidente: quasi la metà dei 60 milioni di vittime della Seconda guerra mondiale erano cittadini sovietici, in gran parte russi. Una tragedia immane, che dovrebbe unire e non dividere. Eppure, in molte commemorazioni ufficiali in Europa, come in Germania, la Russia è esclusa. Una scelta che rischia di alimentare ulteriori divisioni, anziché favorire la riconciliazione.

Il Giorno della Vittoria, dunque, avrebbe potuto, e dovuto, essere un’occasione per ripensare insieme il senso della memoria storica. Invece, ancora una volta, le contrapposizioni hanno preso il sopravvento. È lecito chiedersi: come possiamo uscire da questo circolo vizioso?

I parlamentari europei presenti a Mosca hanno provato a dare una risposta. Con parole diverse ma con un messaggio comune: senza dialogo, senza ascolto, senza confronto, la pace resterà un’illusione. È tempo di rivedere radicalmente il modo in cui comunichiamo, informiamo e costruiamo le nostre relazioni internazionali.

Il contributo di von Bismarck, Blaha e Vi non fornisce soluzioni immediate, ma offre una traccia che può essere seguita. Invita a tornare all’essenziale: riconoscere l’umanità nell’altro, anche nell’avversario. E lavorare, con coraggio e pazienza, per costruire un futuro che non sia solo più sicuro, ma anche più giusto.

IR
Andrea Lucidi

Andrea Lucidi

Reporter di guerra, ha lavorato in diverse aree di crisi dal Donbass al Medio Oriente. Caporedattore dell’edizione italiana di International Reporters, si occupa di reportage e analisi sullo scenario internazionale, con particolare attenzione a Russia, Europa e mondo post-sovietico.

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