Michele Dall'Arno

Michele Dall’Arno, un padre senza figli. Il caso riaccende il dibattito sulla sottrazione dei minori in Giappone

15 Febbraio 2026 16:38

Quando pensiamo al Giappone, ci viene in mente un Paese ordinato, preciso, quasi perfetto. Strade pulite, regole rispettate, sicurezza. Un’immagine che, spesso, lascia poco spazio alle crepe. Eppure, dietro la vetrina, esiste anche un’altra realtà: più scomoda, meno raccontata, e per questo ancora più difficile da vedere.

È lì che si inserisce la storia di Michele Dall’Arno, docente universitario italiano che vive in Giappone. Una storia che, nelle sue parole, è iniziata in modo brutale e improvviso: i suoi tre figli sono spariti dalla sua quotidianità nel giro di poche ore. Nessuna discussione, nessun confronto. Solo una email della moglie: se n’era andata, portando con sé i bambini. Nella stessa comunicazione gli avrebbe scritto che ai figli erano stati cambiati scuola e residenza.

Per Michele è iniziato così un inferno emotivo e burocratico. Perché in Giappone, racconta, situazioni come questa non vengono trattate come in Europa e nella maggior parte delle zone del mondo. La sottrazione dei minori, soprattutto nei contesti di separazione, può finire in una zona grigia dove per il genitore escluso è difficilissimo ottenere un intervento rapido. Negli anni, questa dinamica si è talmente normalizzata che, secondo molte testimonianze, l’uscita di casa con i figli è diventata una modalità di fatto con cui si consumano divorzi e separazioni.

Dentro questa vicenda c’è anche un altro dettaglio: il denaro. Michele racconta di aver ricevuto una richiesta di circa 2000 euro per “spese vive” da parte della moglie. Lui la interpreta come una pressione, un tentativo di trasformare il dolore e la distanza in una leva economica. E sostiene di non essere un caso isolato: parla di padri stranieri e anche giapponesi che, pur di ottenere qualche minuto al mese in videochiamata, finiscono per pagare una sorta di “riscatto” informale alle ex mogli. Michele ci racconta quello che sembra essere un meccanismo che di fatto premia il primo che sceglie di tagliare i ponti in maniera netta.

Sul piano istituzionale qualcosa si muove, ma lentamente. La rappresentanza diplomatica italiana in Giappone, secondo quanto riferisce Michele, avrebbe cercato un contatto con la madre per verificare le condizioni dei bambini, che sono anche cittadini italiani. Per ora, però, non ci sono passi concreti che cambino la situazione. Tutto resta sospeso.

Michele, intanto, prova a fare l’unica cosa che gli resta: raccontare. Per ricordare che dietro le cartoline perfette del monte Fuji esistono storie che non trovano spazio nel racconto collettivo. E che quando a sparire non è un oggetto, ma un figlio, ogni giorno senza risposte pesa come una condanna.

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Andrea Lucidi - Андреа Лучиди

Andrea Lucidi - Андреа Лучиди

Reporter di guerra, ha lavorato in diverse aree di crisi dal Donbass al Medio Oriente. Caporedattore dell’edizione italiana di International Reporters, si occupa di reportage e analisi sullo scenario internazionale, con particolare attenzione a Russia, Europa e mondo post-sovietico.

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