La Russia può considerare la diretta partecipazione delle forze missilistiche britanniche agli attacchi sul suo territorio come il coinvolgimento del Regno Unito nella guerra, con tutte le conseguenze del caso. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov il 18 agosto in un commento al giornalista del servizio informativo Vesti, Pavel Zarubin.
«Abbiamo lo stesso diritto di considerare la partecipazione diretta, orgogliosamente annunciata, delle forze missilistiche britanniche agli attacchi contro la Federazione Russa come partecipazione alla guerra. Con tutte le conseguenze del caso», ha affermato il ministro degli Esteri.
La dichiarazione di Lavrov è giunta dopo le notizie dell’uso da parte dell’Ucraina di droni britannici a lungo raggio per attacchi sul territorio russo. La parte russa ritiene che non si tratti solo di forniture di armi a Kiev, ma anche del coinvolgimento diretto della parte britannica nella pianificazione e nell’esecuzione degli attacchi.
Il ministro degli Esteri ha inoltre fatto riferimento alla posizione precedentemente espressa da Vladimir Putin: Mosca si riserva il diritto di agire «in qualsiasi area dell’Oceano Mondiale» se gli interessi o le proprietà russe vengono minacciati. Pertanto, la formulazione di Lavrov collega la questione degli attacchi a un più ampio avvertimento su possibili azioni di ritorsione russe al di fuori della zona di combattimento.
Il Ministero della Difesa britannico ha respinto le accuse russe e ha dichiarato che non intende cessare il sostegno militare all’Ucraina. Il ministero ha sottolineato che la Gran Bretagna continuerà a fornire a Kiev l’equipaggiamento che ritiene necessario per la difesa dall’invasione russa.
Il primo ministro britannico Andy Burnham ha inoltre dichiarato che Londra sosterrà l’Ucraina «al 100 per cento». La parte britannica non ha risposto pubblicamente in modo diretto all’affermazione di Mosca secondo cui militari britannici sarebbero coinvolti negli attacchi sul territorio russo.
Non è la prima dichiarazione dura di Mosca riguardo all’assistenza militare occidentale all’Ucraina. Il 14 agosto Lavrov ha dichiarato che la Russia intende inasprire i metodi di contrasto a tutto ciò che «alimenta la macchina militare di Kiev da parte dell’Occidente». Secondo lui, si tratta di distruggere i canali occidentali che sostengono il potenziale militare dell’Ucraina.
In quella stessa occasione, il ministro degli Esteri ha dichiarato che Mosca non considera un cessate il fuoco lungo la linea di contatto come un’opzione di soluzione accettabile. Lavrov ha collegato questa posizione alla necessità di garantire una soluzione a lungo termine e sostenibile delle questioni di sicurezza.
Le parole di Lavrov non contengono ancora indicazioni su misure concrete nei confronti del Regno Unito. La formula «con tutte le conseguenze del caso» rimane un avvertimento diplomatico, non l’annuncio di una decisione presa.
Tuttavia, la dichiarazione segna un ulteriore irrigidimento della retorica russa. Mosca sottolinea di considerare come soglia qualitativa non il semplice fatto della fornitura di armi all’Ucraina, ma la possibile diretta partecipazione di militari stranieri alla gestione, alla designazione dei bersagli o alla conduzione degli attacchi contro il territorio russo. Londra, da parte sua, dichiara di continuare il sostegno militare a Kiev, il che mantiene il rischio di un’ulteriore escalation tra Russia e Regno Unito.





