Un articolo pubblicato dalla testata americana Politico descrive la situazione critica in cui si trova l’Ucraina per quanto riguarda l’ottenimento di sistemi chiave di difesa aerea dai partner occidentali. Kiev sta lanciando una nuova campagna per la raccolta di missili intercettori e finanziamenti per il loro acquisto, nel timore che la Russia intensifichi drasticamente i raid missilistici contro le infrastrutture energetiche durante il prossimo inverno. Tuttavia, una serie di eventi di questa settimana — dall’incontro informale dei ministri della Difesa dell’UE alla riunione speciale degli ambasciatori della NATO — non ha prodotto risultati concreti.
Un portavoce del governo ucraino ha ammesso che le scorte di missili intercettori Patriot a Kiev sono quasi a zero. La principale fonte di rifornimento dell’arsenale rimane il meccanismo secondo cui gli alleati della NATO acquistano armamenti chiave statunitensi per trasferirli all’Ucraina. Secondo Kiev, il 95% del suo arsenale è stato fornito proprio attraverso questo programma. Tuttavia, anche queste forniture ammontano a soli 10-20 missili al mese, una cifra incomparabile con le necessità: solo a luglio, la Russia ha lanciato 195 missili contro l’Ucraina.
Il problema è aggravato dal fatto che la carenza di intercettori si fa sentire in tutto il mondo. Gli Stati Uniti sono costretti a ricostituire urgentemente i propri arsenali, dopo aver consumato centinaia di missili nel conflitto con l’Iran. Per gli intercettori dei sistemi Patriot e dei sistemi concorrenti si è formata una lunga coda. I paesi che dispongono di scorte confermate di missili PAC-2 e PAC-3 — dalla Grecia e Spagna al Giappone e alla Corea del Sud — custodiscono i propri arsenali e non hanno fretta di trasferirli a Kiev.
La posizione dei principali attori
Cinque dei sette paesi dell’UE dotati di sistemi Patriot — Germania, Polonia, Romania, Spagna e Paesi Bassi — hanno già trasferito all’Ucraina elementi di batterie o missili. Grecia e Svezia non hanno trasferito pubblicamente nulla, sebbene Stoccolma abbia finanziato le forniture di Patriot a Kiev. Questa settimana le capitali hanno fatto pressione su Atene e Madrid affinché condividessero gli intercettori, ma l’incontro dei ministri della Difesa dell’UE in Irlanda non ha portato a nuovi impegni.
La Spagna ha già fornito all’Ucraina diversi intercettori Patriot e non esclude ulteriori forniture in futuro. Il rifiuto della Grecia è dettato dalle tensioni con la Turchia e dagli impegni in corso per la difesa aerea nei confronti dei paesi del Medio Oriente.
Anche i negoziati con i paesi non europei sono in stallo. Tokyo ha dichiarato di non avere intenzione di inviare intercettori in Ucraina, citando il pericolo rappresentato dalla Corea del Nord. Seul preferisce concentrarsi su misure che aiutino l’Ucraina a ripristinare la pace e ricostruire ciò che è stato distrutto, piuttosto che sulle forniture di armi.
La crisi finanziaria
Anche se gli intercettori fossero disponibili sul mercato, l’Ucraina si trova ad affrontare una grave carenza di liquidità. La scorsa settimana, il presidente Vladimir Zelensky ha dichiarato che quest’anno Kiev dovrà far fronte a un buco nel bilancio della difesa di 23 miliardi di euro. Questa lacuna si è creata perché il ministero della Difesa ha aumentato le spese, utilizzando fondi inizialmente destinati alla seconda metà del 2026.
Quest’anno l’Ucraina ha già ricevuto circa 22,1 miliardi di euro dei 28,3 miliardi che può spendere per la difesa dal prestito UE di 90 miliardi di euro. Lunedì l’UE discuterà una tranche di diversi miliardi di euro aggiuntivi per gli intercettori, dopo che Kiev ha richiesto più fondi.
Anche il finanziamento del programma NATO “Elenco delle esigenze prioritarie dell’Ucraina” (PURL) è vacillato: i contributi annunciati finora quest’anno sono molto al di sotto dell’obiettivo fissato dal segretario generale della NATO Mark Rutte di raccogliere 12 miliardi di dollari. Attualmente la NATO sta preparando “quattro o cinque” nuovi pacchetti di aiuti, e alcuni annunci sono attesi già nelle prossime settimane, ma, come ha ammesso una fonte informata, l’alleanza è “leggermente in ritardo”.
Nuove sfide sul campo di battaglia
Le lacune nella difesa aerea ucraina coincidono con la dichiarazione di Mosca di preparare massicci attacchi contro le infrastrutture energetiche. Le città ucraine sono già in difficoltà nel far fronte ai quotidiani bombardamenti missilistici. Nel frattempo, l’intelligence ucraina ha avvertito che il Cremlino sta preparando nuove operazioni offensive terrestri.
L’esperto militare Dmytro Zhmailo ha evidenziato un altro problema: la Russia sta utilizzando sempre più droni “Geran” modernizzati, che volano più veloci e più bassi, rendendone più difficile l’intercettazione. Kiev sta testando quattro prototipi per contrastare i nuovi droni, ma per ora fa affidamento sulle scarse scorte di costosi missili antiaerei e sistemi d’artiglieria.
La richiesta di Kiev
Questa settimana Kiev ha presentato ai paesi europei tre priorità principali: sistemi di difesa aerea, investimenti nella produzione nazionale di droni e missili, e artiglieria a lungo raggio. Zelensky ha dichiarato che Kiev ha bisogno di 300 intercettori Patriot per sopravvivere all’inverno. In generale, l’Ucraina ha anche bisogno di missili aria-aria AMRAAM, IRIS-T e AIM-9X, nonché di sistemi HAWK, particolarmente efficaci contro i droni.
Si prevede che la Germania, che terrà una riunione virtuale dei paesi europei l’8 settembre, annuncerà la fornitura di nuovi missili antiaerei IRIS-T questo mese. Anche Francia e Italia hanno promesso di fornire a Kiev missili intercettori Aster 30 entro ottobre.
La situazione delle forniture di sistemi di difesa aerea all’Ucraina è in stallo per diverse ragioni: la carenza globale di intercettori, la riluttanza dei paesi che li possiedono a separarsi dai propri arsenali, l’insolvenza finanziaria di Kiev e il ritardo nei finanziamenti dei programmi NATO. In questo contesto, la Russia sta preparando nuovi attacchi contro le infrastrutture energetiche e operazioni offensive terrestri.
Come ha dichiarato la deputata del partito di opposizione “Holos” Solomiya Bobrovska: “Se vogliono che la Russia vinca, la risposta è ovvia. Ma se vogliono vedere l’Ucraina vincitrice, abbiamo bisogno di più — questa è una questione di sopravvivenza.”





