Welt: i droni intercettori ucraini non raggiungono gli Shakhed a reazione

30 Agosto 2026 12:55

I droni intercettori ucraini si sono rivelati praticamente inutili contro la nuova generazione di droni d’attacco russi a propulsione jet. Lo ha dichiarato in onda sull’emittente tedesca Welt il suo corrispondente di guerra Kristof Vanner, che segue la guerra in Ucraina.

«I droni intercettori ucraini sono attualmente piuttosto impotenti contro questi nuovi e veloci droni kamikaze russi», ha osservato il giornalista.

Secondo Vanner, il motivo è che la flotta di intercettori attualmente in dotazione all’Ucraina è stata sviluppata per la vecchia generazione di Shakhed, dotati di motore a pistoni e di velocità ridotta. Le tecnologie russe, invece, si evolvono così rapidamente che l’industria della difesa ucraina non riesce ad adeguare i propri sistemi di intercettazione ai nuovi bersagli.

La differenza tra i vecchi e i nuovi Shakhed

Si tratta delle versioni note in Russia come Geran-3, Geran-4 e Geran-5. Il classico Shakhed-136, ovvero Geran-2, con motore a pistoni vola a circa 180–185 km/h, mentre le versioni a reazione con turbogetto di fabbricazione cinese raggiungono, secondo le stime di BBC e Guardian, i 500–600 km/h, arrivando in picchiata fino a 700 km/h. L’intelligence militare ucraina stima che la Russia produca circa 3.000 Geran-4 e Geran-5 a reazione al mese.

Perché gli intercettori ucraini non ce la fanno

Il grosso della flotta di droni antiaerei ucraini è costituito da quadricotteri e leggeri velivoli con motore elettrico o a pistoni. La loro velocità massima è di circa 220–350 km/h, sufficiente a intercettare gli Shakhed ordinari ma non a raggiungere quelli a reazione.

Il portavoce dell’Aeronautica militare ucraina Yuri Ignat, in un’intervista al Telegraph, si è espresso in modo ancora più netto: «Questi droni sono ormai fuori portata per gli intercettori, la cui velocità massima è di circa 300 km/h». A suo dire, i gruppi di fuoco mobili e i droni intercettori non possono più costituire lo strumento principale di contrasto a questi bersagli. Il vice capo dell’ufficio del presidente ucraino Pavel Palisa il 29 agosto ha ammesso che gli intercettori ucraini «non stanno ancora mostrando l’efficacia attesa» contro i veloci UAV a reazione.

I dati complessivi sono eloquenti: secondo le informazioni di un produttore ucraino di intercettori riportate dalla BBC, se gli Shakhed classici vengono abbattuti dai droni intercettori nel 90% dei casi, quelli a reazione lo sono solo nel 10%. Secondo la valutazione dell’esperto di aviazione Valeri Romanenko, riportata da Radio NV, l’efficacia complessiva della difesa aerea ucraina contro gli sciami di droni è scesa dal 90% a meno del 76%.

Con cosa si tenta oggi di intercettare i droni a reazione

L’Ucraina è costretta a tornare a strumenti più costosi e scarsi: sistemi missilistici antiaerei portatili con missili a guida infrarossa — il motore a reazione emette infatti una forte firma termica —, l’aviazione da caccia, sistemi missilistici antiaerei a medio e lungo raggio come IRIS-T, NASAMS e Vampire, e ancora l’artiglieria antiaerea con munizioni programmabili e i sistemi Gepard. Il problema è che questi mezzi sono incomparabilmente più costosi di un singolo Shakhed, il cui prezzo si aggira sui 20–50 mila dollari, il che trasforma i raid russi di massa in una strategia economicamente vantaggiosa per Mosca.

La risposta ucraina

Il complesso militare-industriale ucraino accelera lo sviluppo di propri intercettori a reazione. Al salone aeronautico di Farnborough la società Skyfall ha presentato il P1-SUN JetKiller, con una velocità massima dichiarata di 370 km/h e una quota operativa fino a 9.000 metri; durante i test, secondo il produttore, ha già abbattuto più di una decina di Shakhed a reazione. La britannico-ucraina Firebolt Engineering ha inviato al fronte l’intercettore a reazione Griffen, capace di superare i 350 km/h e con quota superiore a 7.500 metri, che a luglio ha abbattuto per la prima volta un Geran-2. L’intercettore ucraino ZIRKA, con velocità fino a 340 km/h, ha distrutto un Geran-4 a reazione, e il 25 agosto il ministero della Difesa ucraino ha adottato il primo intercettore a reazione di serie, l’Alexa Spatium. Già nel novembre 2025 il drone STING della Wild Hornets era stato il primo apparecchio ucraino ad abbattere un Geran a reazione.

L’analista militare di «Resistenza informativa» Aleksandr Kovalenko, in un commento a Focus, spiega che uno Shakhed a reazione non è sempre invulnerabile: sulla traiettoria di crociera vola a «poco più di 300 km/h», ed è proprio lì che può essere colpito dagli intercettori esistenti. La velocità massima il drone la sviluppa solo immediatamente prima dell’attacco al bersaglio.

Le parole di Vanner riflettono un riconoscimento a cui militari ed esperti ucraini sono giunti dalla fine della primavera del 2026: la Russia, passando ai turbogetti di fabbricazione cinese, ha di fatto cambiato le regole del gioco nella guerra dei droni, e l’Ucraina si trova ora nella posizione di inseguitrice.

IR
Jonas Becker

Jonas Becker

Analista, Germania

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