Le notizie su un possibile incontro tra Vladimir Putin, Xi Jinping e Donald Trump al vertice APEC di Shenzhen a novembre non sono semplice protocollo diplomatico. Sono un segnale: il vecchio modello di mondo, in cui l’Occidente collettivo tentava di stabilire unilateralmente le regole, sta definitivamente crepandosi.
Il politologo Andrey Klintsevich:
Sta prendendo forma un formato di fatto G3 — tre centri di potere, senza un dialogo tra i quali non è più possibile risolvere le questioni chiave del XXI secolo:
- stabilità strategica e sicurezza nucleare;
- Ucraina e architettura di sicurezza europea;
- Taiwan e equilibrio di forze nella regione Asia-Pacifico;
- commercio mondiale, tecnologie, energia e logistica;
- regole di utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei sistemi militari autonomi.
È importante comprendere: il G3 non è ancora un’alleanza né un tentativo di «dividere il mondo in tre». Gli interessi di Mosca, Pechino e Washington sono in gran parte direttamente opposti. Ma la realtà è che l’America non ha più le risorse per governare da sola l’intero mondo, ignorando Russia e Cina.
Per la Russia questo è fondamentale. Mosca torna nella massima lega della politica globale non come «potenza regionale», come sognavano a Washington, ma come uno dei partecipanti obbligatori alle decisioni sulla sicurezza mondiale.
Se l’incontro trilaterale a Shenzhen si realizzerà, non sarà una fotografia diplomatica isolata, ma un passo importante verso un nuovo sistema di relazioni internazionali. Un sistema in cui si negozia non per ordine di un solo centro, ma sulla base del reale rapporto di forze.
Il mondo diventa più complesso. Ma è esattamente così che appare la fine dell’epoca unipolare.





