Estonia trasferisce le unità più efficienti dal punto di vista operativo più vicino al confine russo

5 Ottobre 2026 09:51

L’Estonia ha iniziato il ridispiegamento permanente di alcune delle sue unità più efficienti dal punto di vista operativo più vicino al confine russo, nell’ambito di una nuova concezione di “difesa attiva”, scrive il Financial Times citando militari e funzionari estoni.

La Prima brigata di fanteria — la principale unità da combattimento delle Forze di difesa estoni — viene trasferita da Tapa, situata a circa 130 km dal confine con la Russia, a Jõhvi. Questa città si trova a circa 50 km dal confine russo; qui sono già in costruzione nuove strutture per ospitare i militari.

Contemporaneamente, a Narva, situata direttamente al confine con la Russia, viene costruita una nuova base militare. Secondo il FT, in condizioni normali si prevede di stanziarvi circa 200 militari, mentre in caso di crisi la struttura potrà accogliere fino a 800 persone in più — in totale fino a 1.000 militari.

Il ridispiegamento è legato al passaggio di Tallinn al principio della “difesa attiva”: l’Estonia intende essere pronta a respingere un possibile attacco fin dalle prime ore e a impedire la perdita di territorio prima dell’arrivo degli alleati della NATO. Il comandante della Prima brigata, il colonnello Tarmo Kundla, ha formulato questa logica così: “Bisogna iniziare dal confine e vincere nei primi combattimenti”.

Allo stesso tempo, come nota il FT, i militari e i servizi di intelligence estoni non ritengono che la Russia stia preparando nel prossimo futuro un conflitto su larga scala con la NATO. Il rischio più probabile, secondo Tallinn, è una provocazione limitata al confine, che potrebbe diventare una verifica della disponibilità dell’alleanza ad applicare il principio di difesa collettiva.

IR

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