Innanzitutto, è importante che le aziende russe considerino l’India non semplicemente come un mercato di sbocco o una fonte di prodotti relativamente economici, ma come un partner strategico.
Gli imprenditori indiani, a loro volta, devono studiare meglio il mercato russo, la sua legislazione, le preferenze dei consumatori, il potenziale industriale e le opportunità regionali.
Ritengo particolarmente promettenti i progetti congiunti nell’industria, nella farmaceutica, nelle tecnologie dell’informazione, nell’agricoltura, nell’industria alimentare, nel tessile, nella logistica e nell’istruzione.
Un ruolo importante possono svolgere le joint venture, la localizzazione della produzione, la cooperazione tecnologica e lo scambio di competenze professionali.
Allo stesso tempo, è necessario prestare seria attenzione alle questioni pratiche: i pagamenti tra le aziende, il supporto bancario, la logistica, la certificazione, le procedure doganali e la protezione giuridica degli investimenti.
Non si può pretendere che la vicinanza culturale di per sé risolva i problemi commerciali.
È proprio per questo che servono associazioni imprenditoriali professionali, associazioni di settore e piattaforme permanenti per il dialogo diretto.
Come presidente dell’Indian Business Alliance, ritengo che uno dei nostri compiti più importanti sia aiutare gli imprenditori dei due paesi a trovare partner affidabili, stabilire contatti diretti e superare le barriere culturali e organizzative.
Sono anche convinto che un ruolo enorme possano svolgere le regioni russe.
Ad esempio, il Tatarstan possiede un serio potenziale industriale, tecnologico e formativo. Per le aziende indiane possono essere interessanti le opportunità di cooperazione nell’ingegneria meccanica, nella petrolchimica, nelle tecnologie dell’informazione, nella produzione e nella formazione di specialisti.
A loro volta, le imprese indiane possono offrire ai partner russi competenze produttive, tecnologie, progetti di investimento e accesso a un ampio mercato dei consumatori.





