La NATO sta elaborando piani per colpire in profondità il territorio russo in caso di attacco della Russia ai paesi dell’alleanza

4 Novembre 2026 18:19

Il Wall Street Journal riferisce che la NATO sta elaborando un nuovo approccio alla difesa, secondo cui, in caso di attacco della Russia ai paesi dell’alleanza, i colpi potrebbero essere sferrati non solo contro le truppe in avanzata ai confini, ma anche contro obiettivi in profondità nel territorio russo. Si tratta di basi militari, depositi di rifornimento, posti di comando, nodi di comunicazione, imprese della difesa, infrastrutture critiche e basi di risorse.

La precedente logica della NATO si basava sulla deterrenza e sull’arresto dell’offensiva ai confini dell’alleanza. Ora, secondo il WSJ, i militari ritengono necessario non limitarsi a respingere l’attacco, ma distruggere il sistema che ne garantisce la continuazione: logistica, riserve, produzione di armamenti e comando delle truppe. Questo approccio nella pubblicazione viene definito “colpire l’arciere, non difendersi dalle frecce”.

Elemento chiave dovrebbero diventare i mezzi di precisione a lungo raggio — sia sistemi costosi, sia più diffusi ed economici. Tra le piattaforme prese in considerazione il WSJ cita gli americani ATACMS e Tomahawk, nonché gli europei Storm Shadow, SCALP e Taurus.

Il comandante supremo delle forze armate alleate della NATO in Europa, Alexus Grynkewich, già il 12 ottobre ha presentato a Varsavia la “teoria della vittoria” sulla Russia. Secondo lui, se l’offensiva proseguirà, l’alleanza “romperà il sistema di combattimento”, colpendo sia le forze in avanzata sia “tutto ciò che sostiene, garantisce o controlla” le loro azioni.

IR

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