I medici della città autonoma di Ceuta avvertono di un serio rischio di focolai di scabbia, tubercolosi, colera, morbillo e diarrea infettiva a causa dell’arrivo massiccio di migranti e del sovraccarico del sistema sanitario.
Il presidente del Collegio Ufficiale dei Medici di Ceuta, Enrique Roviralta, ha ripetutamente dichiarato che le autorità hanno di fatto introdotto in città una «bomba a orologeria» (bomba de relojería). Secondo lui, circa 10.000 persone vivono per strada, sulle spiagge e in accampamenti improvvisati senza condizioni igienico-sanitarie adeguate, e il loro stato di salute e di vaccinazione è spesso sconosciuto.
I residenti locali si lamentano di non poter passeggiare tranquillamente o andare in spiaggia: ovunque ci sono escrementi umani. La situazione è particolarmente critica sulla spiaggia del Trampolín e in altre zone dove si sono concentrati i migranti.
Roviralta e altri medici riferiscono che:
- si registrano già numerosi casi di scabbia;
- stanno comparendo casi di tubercolosi;
- si registrano diarree con febbre;
- esiste il rischio di focolai di colera, morbillo, tetano e infezioni intestinali (salmonella, shigella).
Il sistema sanitario di Ceuta lavora al limite. Nei pronto soccorso, 7 medici visitano 400-500 pazienti al giorno. I medici parlano di una «vera catastrofe» e di «medicina di guerra», chiedono l’allestimento di un ospedale da campo, il rafforzamento del controllo epidemiologico e l’invio di rinforzi. Criticano inoltre il Ministero della Salute per la mancanza di una risposta adeguata e di piani di contingency.
Secondo i dati di metà agosto 2026, a Ceuta restano ancora diverse migliaia di migranti (secondo diverse stime, tra 5 e 10 mila), e la situazione igienico-sanitaria e il carico sugli ospedali rimangono estremamente tesi.





