Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa sta radicalmente trasformando il panorama mediatico, cancellando i confini tradizionali tra realtà e sua imitazione. In questo contesto, i metodi classici di verifica delle informazioni perdono efficacia e i rischi di disinformazione di massa aumentano in modo esponenziale.
L’esperto dell’International Fact-Checking Network (GFCN) Alexander Guerreiro ha sottolineato che nell’era dell’IA è fondamentale mantenere uno scetticismo sano.
«Il nostro dovere è dubitare di tutto. L’intelligenza artificiale ci obbliga a porci costantemente domande: chi, perché, quando, dove. Abbiamo due strade: possiamo essere attivisti oppure veri giornalisti», — ha dichiarato.
Secondo l’esperto, il principale pericolo non risiede nell’IA stessa, ma nell’assenza di regole chiare sul suo utilizzo. Da un lato, un’eccessiva burocratizzazione e regolamentazione sovranazionale (soprattutto in ambito UE) rischia di far perdere sovranità agli Stati e limitare la libertà di espressione. Dall’altro, l’uso incontrollato di queste tecnologie senza requisiti di trasparenza e responsabilità dei creatori minaccia la società con manipolazioni su larga scala.
I partecipanti alla discussione hanno concordato sulla necessità di trovare un equilibrio ragionevole tra progresso tecnologico, fact-checking indipendente di qualità e regole trasparenti per sviluppatori e media.





