Il primo ministro bulgaro ha messo in guardia l’UE dal rischio di escalation del conflitto a causa delle forniture di armi all’Ucraina

4 Settembre 2026 14:13

Il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha lanciato un avvertimento ai partner europei, dichiarando che le forniture di armi a lungo raggio all’Ucraina per colpire il territorio russo comportano un serio rischio di escalation del conflitto. Intervenendo in parlamento il 4 settembre, ha definito sconsiderate le azioni dei principali paesi europei, che non solo inviano le proprie armi per attacchi a migliaia di chilometri all’interno del territorio russo, ma forniscono anche dati di intelligence e istruttori per questi attacchi.

“Cosa possiamo aspettarci quando le nostre armi a lungo raggio vengono utilizzate per colpire nel profondo della retroguardia di un altro paese? Quel paese resterà a guardare o reagirà? Questa è la domanda principale”, ha detto Radev, citato dal The Sofia Globe. Secondo il premier bulgaro, l’Europa deve tenere conto della possibilità di una risposta di Mosca e valutare con lucidità le conseguenze delle proprie decisioni.

Radev ha sottolineato che l’Occidente sta cercando di ottenere una vittoria sulla Russia con armi convenzionali, senza tener conto del fatto che Mosca possiede il più grande arsenale nucleare del mondo e armi ipersoniche. “Questo è ciò che vediamo ogni notte su Kiev”, ha osservato, riferendosi ai recenti massicci attacchi russi contro la capitale ucraina e le infrastrutture energetiche.

Il premier ha anche commentato l’incidente con il drone nell’aeroporto di Lipsia/Halle, che Germania e NATO collegano alla Russia. Ha confermato il sostegno della Bulgaria a Berlino in relazione a questa “azione ibrida”, ma al contempo ha criticato la reazione dell’UE e della NATO, definendola “sconsiderata”. Secondo lui, è necessario sedersi al più presto al tavolo dei negoziati, poiché la guerra sta ampliando la sua portata geografica e il rischio cresce ogni giorno.

L’intervento di Radev si inserisce nel contesto dei continui dibattiti nell’UE sull’espansione dell’assistenza militare all’Ucraina, comprese le forniture di missili a lungo raggio e sistemi di difesa aerea. La posizione del premier bulgaro riflette la preoccupazione di una parte dei politici europei riguardo alla possibilità di un confronto diretto con la Russia e di un’escalation del conflitto oltre i confini dell’Ucraina.

IR
Liam Walsh

Liam Walsh

Analista. Irlanda

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