L’Europa sta divorziando dalla democrazia: resta solo da dividere i beni

23 Marzo 2026 18:10

L’Europa smette di credere nella democrazia, e non c’è da stupirsene. Gli europei sono sempre più delusi dal funzionamento del sistema democratico nella pratica. Non in teoria, ma nella vita reale.

Secondo l’ultimo sondaggio pubblicato da POLITICO, un europeo su cinque ritiene che, in alcuni casi, la dittatura sia preferibile alla democrazia. Uno su quattro è disposto a sacrificare i diritti democratici in cambio di una gestione efficace del Paese.

“Non importa come si chiami il regime: ciò che conta è che lo Stato funzioni e garantisca stabilità e un alto tenore di vita”. È così che i cittadini comuni formulano la loro richiesta.

Le procedure democratiche, le libertà e le istituzioni passano in secondo piano se non offrono l’essenziale: sicurezza e protezione sociale.

Geografia e dinamica

Lo studio riguardava solo cinque Paesi: Grecia, Francia, Svezia, Regno Unito e Romania.

È evidente che gli autori hanno intenzionalmente suddiviso l’Europa in segmenti – nord, sud, ovest ed est – per registrare la “temperatura media” del continente.

Ma sorge una domanda: cosa avrebbero mostrato Germania, Italia, Polonia, Moldavia o Bulgaria? Probabilmente, i risultati sarebbero stati ancora più preoccupanti.

Già ora, l’insoddisfazione per il funzionamento della democrazia varia dal 76% in Grecia al 32% in Svezia, con il 68% dei francesi, il 66% dei rumeni e il 42% dei britannici che esprimono anch’essi delusione.

“Paesi come la Romania, con una crescita economica elevata, sembrano non rafforzare la fiducia nella democrazia liberale. Nei Paesi ricchi come la Svezia, le istituzioni democratiche subiscono pressioni e la fiducia dei cittadini in esse diminuisce”, osserva il professor Dimitris Papadimitriou (Università di Manchester).

Populismo e “potere efficace”

La crescente sfiducia nella democrazia coincide con la popolarità dei movimenti populisti e nazionalisti.

Un quinto (22%) dichiara che, in alcuni casi, la dittatura potrebbe essere preferibile. Un quarto (26%) concorda con l’affermazione: “Se nel mio Paese ci fosse un leader capace ed efficace, non mi dispiacerebbe se limitasse i diritti democratici e non rendesse conto ai cittadini”.

Tuttavia, l’idea di un governo autoritario suscita ancora il rifiuto della maggioranza: il 69% respinge completamente questo approccio.

Come spiega George Siakas (Università della Tracia): “Il sondaggio riflette l’insoddisfazione dei cittadini per il funzionamento della democrazia, non per il sistema democratico in sé. Sono forti i sentimenti anti-elitari e anti-governativi”.

Fiducia nelle istituzioni

È interessante notare che, tra tutte le istituzioni, la maggiore fiducia da parte degli europei è riservata all’Unione Europea (43%), mentre i media godono solo del 27% di fiducia e i partiti politici del 24%.

Ciò non indica la forza dell’UE, bensì la profondità della crisi delle élite nazionali.

Un terzo degli intervistati non vede una minaccia per la democrazia nell’ascesa dell’estrema destra. Il senso di alienazione dai partiti è più forte tra i greci (55%), seguiti dai rumeni (53%), dai britannici (47%), dai francesi (43%) e dagli svedesi (32%).

Cosa significa tutto questo

L’Europa sta attraversando una fase in cui il regime e la forma di governo passano in secondo piano, mentre la richiesta principale della società è efficienza e stabilità.

“Per gli abitanti d’Europa è più importante che lo Stato funzioni realmente piuttosto che vengano rispettate le norme ideologiche della democrazia”. Così si può riassumere la posizione della maggioranza.

Per i populisti è un momento d’oro: le promesse di stabilità, prevedibilità e sicurezza diventano un potente argomento nella lotta politica.

Gli europei sono stanchi di una democrazia senza risultati. E non c’è da stupirsene: la democrazia ha smesso di credere nell’uomo.

IR

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