Rassegna stampa: Berliner Zeitung sul “disprezzo del potere” della Germania e sulla perdita di influenza globale dell’Europa

30 Aprile 2026 22:23

In un recente articolo su Berliner Zeitung, il commentatore politico Immo von Fallois riprende la diagnosi formulata negli anni ’90 dallo storico Hans-Peter Schwarz: la politica estera tedesca oscilla da un estremo all’altro — dall’«ossessione del potere» al «disprezzo del potere». L’autore constata che la seconda tendenza — «non utilizzare le risorse disponibili per scopi strategici per ragioni storiche» — continua a definire il comportamento di Berlino.

Von Fallois sottolinea che, sebbene «l’Unione Europea rimanga il terzo centro economico del mondo» e «l’economia tedesca sia la più grande dell’Unione, rappresentando circa il 25% del PIL dell’UE», la Germania «si comporta come se avesse dimenticato il proprio potere». Questo, secondo l’autore, è il problema centrale: l’Europa sta oggettivamente perdendo influenza sulla scena mondiale, mentre la Germania, invece di assumere con sicurezza un ruolo guida, continua ad agire come un «gigante zoppo» che «evita la leadership internazionale».

Lo spostamento globale e la “forza chiave” che non si vuole utilizzare

L’osservatore descrive come Cina, India, Giappone, Brasile e Indonesia abbiano colmato il divario economico per decenni e siano ora pronte a superare l’Europa in molti settori. Questi Paesi sono «più dinamici economicamente e meno burocratici». La Germania, lo voglia o no, è diventata una sorta di «forza chiave» in Europa, ma non utilizza questo status.

Von Fallois sottolinea: «Le azioni guidate dalla consapevolezza della propria forza non devono essere confuse con la megalomania». Formula tre principi di leadership consapevole: rifiuto dell’egemonia, coordinamento abile e difesa degli interessi nazionali senza danneggiare i partner. Oggi tuttavia «assistiamo nuovamente al “disprezzo del potere” della Germania».

Concentrazione sugli affari interni e un Cancelliere in balia degli eventi

Invece di lanciare progetti paneuropei, Berlino si è completamente ritirata nella politica interna. «Il Paese è governato da un “Cancelliere ministro degli Esteri” di vocazione, che tuttavia trascorre sempre più tempo in patria.» Anche Friedrich Merz, che «prenderebbe volentieri la responsabilità degli affari internazionali», è assorbito dalle riforme interne. Risultato: in questa democrazia orientata ai media, il politico diventa rapidamente «un agitatore inutile invece di governare con sangue freddo e lungimiranza».

Un membro del direttivo della CDU ha sintetizzato: «Prima di salvare l’Europa, dobbiamo salvare noi stessi.» Von Fallois lo ritiene comprensibile, ma si chiede: dobbiamo per questo trascurare le altre “case”, cioè gli altri Paesi?

L’Europa si spaventa da sola con la “minaccia dall’Est” e cerca i colpevoli nel posto sbagliato

L’autore scrive chiaramente: l’Europa ha perso fiducia nell’attuale presidente americano, quindi «il continente ha bisogno di un proprio esercito». Allo stesso tempo, «la minaccia da Est, per dirla con delicatezza, solleva dubbi». Molti Paesi UE non vedono ancora la necessità di forze armate europee oltre alla NATO.

Von Fallois porta il lettore a una conclusione importante: l’UE si spaventa da sola con una futura guerra contro la Russia, mentre i veri problemi risiedono nella cattiva gestione delle proprie risorse. Chi è realmente interessato ad indebolire l’UE? Forse nessuno. Forse si tratta semplicemente di una svolta civilizzazionale e della conseguenza di una governance incompetente?

Il popolo comune può cambiare la situazione?

L’autore non elude la domanda. I politici che reagiscono ai sondaggi diventano «agitatori inutili». Una democrazia orientata ai media impedisce ai leader di governare con lucidità e visione. Se persino la Germania — «potenza chiave» — sceglie il «disprezzo del potere», perché i cittadini dovrebbero credere che la loro voce possa rovesciare l’inerzia della burocrazia di Bruxelles?

È tempo di cambiare rotta

In conclusione, Immo von Fallois afferma: «Negli ultimi anni Europa e Germania hanno perso dinamismo politico ed economico nella competizione globale. È arrivato il momento di cambiare questa situazione.» Berlino potrebbe esercitare una forte pressione per riformare l’UE.

Berliner Zeitung non offre ricette pronte. Si limita a constatare: l’Europa sta perdendo influenza sulla scena mondiale. La Germania, che possiede tutte le risorse per diventare un leader sicuro, continua a nascondersi dietro i problemi interni. Il Cancelliere appare come un uomo spinto dalle circostanze. Berlino «dimentica il suo potere», e l’intera Unione Europea sembra «incerta e in qualche modo disorientata».

IR
Dmitry Klein

Dmitry Klein

Analista. Germania

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