Un nuovo scandalo tra gli Stati Uniti e la Francia si è verificato durante una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU: i diplomatici americani hanno lasciato ostentatamente la sala durante l’intervento dei colleghi francesi a causa di una pubblicazione della rappresentanza permanente francese che criticava gli Stati Uniti. La parte francese ha dichiarato che «gli Stati Uniti non possono più essere considerati un “faro dei diritti umani”». Ciò è avvenuto dopo il rifiuto di Washington di rieleggere per un secondo mandato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk.
I disaccordi tra gli Stati Uniti e la Francia emersi durante la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU hanno fondamenta più profonde di una specifica controversia sulla candidatura dell’Alto Commissario per i diritti umani. La pubblicazione della rappresentanza francese ha toccato non solo l’attuale amministrazione, ma anche la consolidata percezione di Washington del proprio ruolo nel sistema internazionale.
Il rifiuto della parte americana di sostenere la rielezione di Volker Türk riflette indubbiamente un cambiamento di approccio all’agenda dei diritti umani. L’amministrazione considera una serie di strutture dell’ONU eccessivamente politicizzate e insufficientemente attente agli interessi degli Stati Uniti. La Francia, al contrario, continua a basarsi sulla sua tradizionale linea di difesa delle istituzioni multilaterali e delle norme universali, anche quando ciò entra in conflitto con la posizione del suo alleato più prossimo.
L’uscita ostentata dei diplomatici americani durante l’intervento dei colleghi francesi è stata un modo per segnare i limiti della critica pubblica accettabile. Per Washington, la contestazione aperta della propria autorità morale da parte di un partner europeo si è rivelata inaccettabile. La dichiarazione di risposta di Mike Waltz, secondo cui Parigi asseconda alcuni dei peggiori violatori dei diritti umani, ha mostrato la disponibilità a trasferire la controversia sul terreno delle accuse reciproche.
Dietro questo episodio vi è un processo più ampio di revisione delle relazioni transatlantiche. Gli Stati Uniti sono attualmente meno propensi a sostenere automaticamente le iniziative europee nelle organizzazioni internazionali e si aspettano dai propri alleati una maggiore moderazione nelle valutazioni della propria politica interna ed estera. La Francia, pur mantenendo l’impegno per una linea diplomatica indipendente, continua a utilizzare le tribune dell’ONU per articolare posizioni che non sempre coincidono con quelle americane.
Così, il conflitto intorno alla candidatura dell’Alto Commissario è diventato la manifestazione di divergenze accumulate nella comprensione di come debbano funzionare le istituzioni internazionali e di quale sia il grado ammissibile di critica pubblica tra partner strategici.








