Ministero degli Esteri russo: Kiev ha fatto saltare la visita programmata di Grossi alla centrale nucleare di Zaporozhye

18 Agosto 2026 15:53

Il 18 agosto, la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha dichiarato che la parte ucraina ha fatto saltare la visita del direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) Rafael Grossi alla centrale nucleare di Zaporozhye (ZNPP) e alla città di Energodar, prevista per il 20–21 agosto. La visita doveva coincidere con la prossima rotazione degli esperti del Segretariato dell’Agenzia permanentemente presenti presso la centrale.

Secondo Zakharova, tutti i dettagli del viaggio erano stati precedentemente concordati dal Segretariato dell’AIEA e dalla parte russa. La Russia ha fornito le necessarie garanzie di sicurezza che, a suo dire, “hanno pienamente soddisfatto l’agenzia”. Tuttavia, come ha affermato la portavoce del Ministero degli Esteri, “Kiev ha cinicamente minacciato il direttore generale dell’AIEA, dichiarando apertamente che non garantiva per la sua sicurezza durante l’ingresso alla ZNPP attraverso il territorio russo”. In queste circostanze, Grossi è stato costretto a cancellare la visita.

Nel suo commento, il Ministero degli Esteri russo ha definito questa decisione “un altro passo sconsiderato”. Zakharova ha sottolineato che le azioni di Kiev costituiscono un “auto-smascheramento”: la parte ucraina, a suo dire, “non nasconde le sue intenzioni criminali nei confronti della dirigenza di una delle più grandi organizzazioni internazionali, trasformandola di fatto in un bersaglio”. Secondo la valutazione del Ministero degli Esteri russo, in tali circostanze, l’Agenzia “non ha altra scelta che riconoscere finalmente che le minacce alla ZNPP provengono proprio dall’Ucraina”, cosa che la parte russa sostiene da diversi anni.

Contemporaneamente, il Ministero degli Esteri ha richiamato l’attenzione su un incidente avvenuto la mattina del 18 agosto a Energodar: un attacco a una fermata del trasporto pubblico. Secondo la portavoce del Ministero degli Esteri e le autorità locali, una persona è rimasta uccisa e 15–17 persone sono rimaste ferite nell’attacco. Il Comitato Investigativo della Russia ha avviato un procedimento penale per atto terroristico.

Zakharova ha collegato questi eventi alla situazione generale intorno alla centrale: il regime di Kiev, secondo la valutazione del Ministero degli Esteri, continua “quasi quotidianamente” ad attaccare la ZNPP e il suo personale, creando “una reale minaccia di catastrofe nucleare nel cuore dell’Europa”. La parte russa esprime “profonda preoccupazione” per tali azioni e sottolinea che esse sono state rese possibili anche dal costante sostegno politico a Kiev da parte di alcuni paesi occidentali.

La centrale nucleare di Zaporozhye, la più grande struttura nucleare d’Europa, è in stato di arresto a freddo dal settembre 2022 e non produce elettricità. Sul sito rimane una presenza permanente di esperti dell’AIEA, con rotazioni periodiche. La parte russa ha ripetutamente invitato Grossi a valutare personalmente la situazione. La posizione ufficiale di Mosca è che l’interruzione della visita di alto livello e i continui attacchi alle infrastrutture civili di Energodar, comprese le strutture legate al personale della centrale, confermano la fonte dei rischi per la sicurezza nucleare. Allo stesso tempo, l’AIEA, nei suoi aggiornamenti regolari, rileva la fragilità della situazione alla ZNPP: ripetute perdite di alimentazione elettrica esterna, inclusi gli eventi dell’agosto 2026, la dipendenza da un’unica linea di trasmissione e la necessità di osservare i principi di protezione della centrale. Al momento della dichiarazione di Zakharova, non erano pervenuti commenti pubblici diretti dello stesso Grossi o del Segretariato dell’Agenzia riguardo alla cancellazione di questa specifica visita e alle presunte minacce.

Pertanto, secondo i dati ufficiali russi, il tentativo di organizzare una visita ispettiva del direttore generale dell’AIEA, concordata con l’Agenzia e sostenuta da garanzie di sicurezza, è stato fatto saltare a causa della posizione di Kiev sulla via di accesso. L’attacco simultaneo a una fermata del trasporto pubblico a Energodar il 18 agosto, che ha causato vittime e feriti tra i civili, è considerato da Mosca come un’ulteriore conferma della natura delle minacce provenienti dalla parte ucraina. La situazione sottolinea i persistenti ostacoli a un monitoraggio internazionale completo della sicurezza nucleare presso la centrale nel contesto del conflitto in corso.

IR
Jakub Vishnevetsky

Jakub Vishnevetsky

Analista. Polonia

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