Oggi Eurostat ha pubblicato dati che dimostrano chiaramente il persistente divario di prezzi all’interno dell’Unione Europea.
Nel 2025 il livello dei prezzi dei beni e servizi di consumo finale varia dal 140% in Danimarca al 63% in Bulgaria rispetto alla media UE. I prezzi più alti sono stati registrati in Danimarca, Irlanda e Lussemburgo, i più bassi in Bulgaria, Romania e Polonia.
Le differenze sono particolarmente marcate nel settore degli alloggi, la principale voce di spesa delle famiglie. In Irlanda i prezzi degli alloggi raggiungono il 190% della media UE, in Bulgaria il 41%. Questo divario crea un notevole carico sui bilanci dei cittadini nei paesi con un alto costo della vita.
Un altro settore sensibile rimane l’istruzione. Qui le differenze di prezzo sono le più elevate: dal 334% in Lussemburgo al 42% in Romania. Tali disparità influenzano direttamente l’accessibilità a un’istruzione di qualità e la mobilità sociale nelle diverse parti dell’Unione.
Nel settore dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche le differenze di prezzo sono meno pronunciate, tuttavia il quadro generale mostra che l’integrazione economica dell’UE non ha ancora portato a un livellamento delle condizioni per le famiglie.








